Tender

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“107.1 FM. Quanti di voi hanno cerchiato in rosso la data di oggi sul calendario? Perchè qui in redazione lo abbiamo fatto, vero Art? Il nostro fantastico regista mi fa cenno di si…Be’ abbiamo aspettato questogiorno con ansia,e finalmente è arrivato. Questa sera, quando tornerete a casa dopo il lavoro, la palestra, la scuola, il sesso, la birra, tornerete con un cd… Si ma quale dei due? Country House o Roll With It? Lo scopriremo insieme…Sono le 08.30 di lunedì 14 agosto 1995, io sono Augustine Mills, in diretta su BBC Radio 1 è appena iniziata una nuova puntata di Music Notes…”

Alzo il volume della radio e dopo aver controllato meticolosamente gli scaffali esco dal negozio per fumarmi una sigaretta. Quando sono arrivato all’alba, ho trovato una settantina di post-it appesi alla saracinesca con su scritto un nome, un’ora e una richiesta. 37 per Country House, 33 per Roll With It. Un paio di post-it sono caduti a terra, e la pioggia seppur leggera di stanotte li ha bagnati impedendomi di capirne la calligrafia. Li ho staccati uno per uno, e man mano che lo facevo mi sentivo eccitato, come quando dal portafoglio tiri fuori il biglietto per il derby del Chelsea, o come quando giri su Channel 4 e becchi l’inizio di 4 Matrimoni e un Funerale. Oggi è un bel giorno per essere inglesi. Spengo la sigaretta e rientro in negozio.

“107.1 FM. Iniziamo a capire chi comprerà cosa…Manny sei in diretta su BBC Radio 1, allora dicci un po’…Blur o Oasis secondo te?” “Blur, assolutamente, insomma parliamone, quello stronzo di Noel qualche settimana fa ha augurato a Damon di contrarre l’AIDS.  L’AIDS Augustine capisci? E’ un pezzo di merda, e per quanto mi riguarda se lo sogna di scrivere un pezzo come Boys and Girls, se ne restasse a Manchester quel coglione…”

Il negozio è pieno di gente, e sembra essere diventato lo spogliatoio di un match di calcio. Per chi gioca con la squadra dei Blur la tenuta prevede polo Fred Perry e pantalone nero. Chi invece gioca con gli Oasis indossa t-shirt Umbro e giacca di pelle.

La mia attenzione si sofferma sul volto irritato di una ragazza intenta a pulire le lenti dei suoi Ray Ban modello Small Round Metal 47. Accenno un sorriso e lei si avvicina alla cassa con la sua copia di Roll With It. Tira fuori 13£, faccio per prendere una busta ma lei mi fa cenno di no con la testa mentre mastica svogliatamente un chewingum. All’uscita incrocia lo sguardo di un ragazzo che dopo aver visto il cd le mostra il dito medio. “Fanculo te, fighetto del cazzo” le risponde lei allontanandosi su Portobello Road.

Ce n’era proprio bisogno Reggie?” – chiedo innervosito.

“Fanculo si…-risponde sistemandosi il ciuffo – Dammi la mia copia per favore…”

“Io non vi capisco, ho ascoltato entrambi i singoli, e cazzo sono belli entrambi…Questa è una guerra fomentata dalle case discografiche, cosa vuoi che gliene freghi ad Albarn o ai Gallagher…”

“Vai a dire queste cazzate ai Beatles o ai Rolling Stones, poi vediamo cosa ti rispondono. 

E’ qualcosa di più delle case discografiche, capisci? C’entra lo stile di vita…Non so come spiegarti…Hai presente la guerra fredda?”

“Come scusa?” – chiedo confuso-.

“Esatto cazzo, la guerra fredda…Perchè non ci ho pensato prima? Dai quella roba di ghiaccio tra America e Unione Sovietica…”

“So cos’è la guerra fredda Reggie…”

“Ecco bravo, allora immagina che i Blur siano tipo l’America, cioè i buoni…Dai quelli che sorridono sulle foto, hai presente? Invece gli Oasis sono l’Unione Sovietica, tutti impostati, seri, non ridono mai”.

“Io ti voglio bene Reggie, ma tu non sai di cosa stai parlando…”

“Può essere, ho fumato stamattina appena sveglio, forse non avrei dovuto…Comunque, per favore dammi la mia copia, mi sono alzato alle 02.00 di notte per venire a lasciarti il post-it…”

“Facciamo così, ti presto la mia copia di Roll With It, tu lo ascolti e poi torni da me a dirmi cosa ne pensi. Se ti è piaciuto mi offri una birra”.

La faccia di Reggie diventa rabbiosa, capendo di aver esagerato, prendo  la sua copia di Country House e il suo viso si distende di nuovo. Sorride mostrando il dente scheggiato, paga, mi offre una sigaretta che rifiuto perchè non ho tempo, fa spallucce poi esce, soddisfatto.

Intento ad osservare gli sguardi che i clienti si scambiano tra di loro, a seconda del cd con cui si presentano alla cassa, non faccio nemmeno più caso a quanta gente continua ad entrare in negozio.

“107.1 FM. Sempre in diretta, sempre su BBC Radio 1. Nel giorno del giudizio per la guerra del britpop, forse non tutti sanno che il singolo dei Blur doveva uscire quindici giorni fa, ma su precisa indicazione di Albarn, l’uscita è stata posticipata allo stesso giorno di uscita di Roll With It, dando il via alla battaglia delle band…E chi vincerà? Lo scopriremo insieme dopo questo pezzo dei The Connells…”

“Che coglione Albarn…-esordisce Will mentre paga la sua copia di Roll With It-

“Andiamo Will, -rispondo io esasperato- almeno tu…Sono tutte trovate commerciali queste, io ho ascoltato tutti e due i singoli e-”

“Senti Jon -esclama Will interrompendomi- per me Albarn è solo un coglione eroinomane come la sua ragazza”.

“Davvero vuoi metterla sul piano della droga? Perchè credi che Noel invece scriva le canzoni sotto effetto di Earl Gray?”

“Noel è un duro cazzo, viene da Burnage e sa cosa significa la fatica…Hai da fare, dai ci vediamo più tardi al pub Jon…”

La cosa assurda è che Will ha vissuto a Burnage solo per 4 mesi, e aveva 8 anni. Mi chiedo cosa ne sa lui di come si sta a Burnage.

“107.1 FM. Sono quasi le 10.00 e la nostra puntata sta per terminare, abbiamo forse il tempo per un ultimo ascoltatore. Chi c’è in linea? Pronto?”

“Ehi Augustine, mi chiamo Jon Turner, e lavoro in un negozio di cd al 278 di Portobello Road”

“Ciao Jon, come stai? Come lo stai vivendo tu questa battle of britpop?”

“Male, la sto vivendo male. Dalle 09.00 di stamattina la gente non fa altro che insultarsi per i propri gusti musicali. Un ragazzo prima ha tirato in ballo la guerra fredda! Ti rendi conto? Che battaglia è questa? Vendo dischi da vent’anni e non mi era mai capitato di assistere a una cosa del genere…”

“Be’ vallo a dire ai fan dei Beatles o dei Rolling Stones…”

“Fanculo pure a loro. Cristo santo sono passati più di vent’anni! Sai una cosa Augustine? Io 

sarei curioso di vedere la faccia dei tipi delle case discografiche il giorno che tutto questa faida scemerà, perchè succederà prima o poi, e Albarn e i Gallagher suoneranno insieme.

Fanculo, forse non succederà mai ma cazzo, amare la musica significa questo, amare le canzoni, i ritornelli accattivanti, i riff infiniti che ti fanno godere più di un orgasmo raggiunto con una tipa conosciuta al pub il venerdì sera. A me non frega un cazzo della battle of britpop, io amo il britpop, chiunque lo canti…Stammi bene Augustine…”

Riattacco il telefono, le persone dentro al negozio mi guardano meravigliate.

Accenno un sorriso e si avvicinano alla cassa con la loro copia.

 

A marzo 2013, durante un evento benefico a favore della campagna Teenager Cancer Trust, Damon Albarn e Noel Gallagher hanno suonato insieme una canzone dei Blur dal titolo Tender.

Tutto, a partire dal ritornello, è stato perfetto: “Come on, come on, come on, get through it”.

Dai, dai, dai, passa oltre.

 

 

P.s: questo racconto l’ho scritto per ringraziare mio fratello, perché mi ha insegnato quasi tutto quello che so, tranne le cose che so sugli squali, quelle sono farina del mio sacco, Grazie Vale, con tutto quello che io chiamo amore.

 

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di Mary Stella Brugiati

 

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