Punk is (not) dad

L’appartenenza a un gruppo porta a modificare il proprio comportamento, i propri giudizi e, in una certa misura, le proprie percezioni per conformarsi alle aspettative del gruppo. 

Solomon Asch, psicologo

persepolis-images.jpg

Nel 2004 esce Beautiful Soul di Jesse McCartney e così tutte le mie amiche impazziscono per il ciuffo biondo del cantante statunitense che in poco tempo scala le vette delle classifiche e si piazza al primo posto nei cuori di tantissime ragazzine in Italia e nel mondo.

Mentre succede tutto questo io sono intenta a capire come far funzionare il giradischi di mio padre con l’obbiettivo di poter accedere in qualsiasi momento alla vastissima collezione di vinili che riempie tutti i mobili del mio salotto.

Quando tra i corridoi si iniziano a spacciare i numeri del Cioè con il faccione di Jesse in prima pagina e altrettanti diari iniziano a riempirsi di dediche che citano «I don’t want another pretty face, I don’t want just anyone to hold, I don’t want my love to go to waste, I want you and your beautiful soul» io decido di rasarmi la nuca e rispolverare le Clipper Underground che mia madre aveva sepolto in soffitta.

Ho 12 anni, ascolto i Clash e tutto quello che so sulla musica me lo ha insegnato mio padre.

 

who1 001.jpg

Sapete chi è quello nella foto? Quello nella foto è Keith Moon, il batterista degli Who. Qui sta suonando al London Wimbledon Palais ed è il 13 Maggio 1966.

Il 7 settembre 1978, dopo aver trascorso la serata con Paul McCartney e sua moglie Linda, Keith ritornò a casa con Annette Walter-Lax, la sua fidanzata, e prese 32 pastiglie di clometiazolo che gli erano state prescritte per la terapia contro la tossicodipendenza. Già sei sarebbero state fatali. Così, si mise a letto e iniziò a vedere L’abominevoloe Dottor Phibes, chiese ad Annette di cucinargli una bistecca e delle uova e poco dopo morì nel sonno. Aveva 32 anni.

Quello stesso anno mentre il Regno Unito perde uno dei suoi migliori batteristi mio padre sbarca a Londra con la sua copia di My Generation sotto braccio. Lavora come aiuto cuoco nella cucina di un hotel, ripone le multe in una cartellina denominata Cacca Di Sbirro e il London Wimbledon Palais lo vede solo quando ci si imbuca ai concerti usando la porta sul retro che una volta, a quanto pare, era sempre aperta.

A questo punto della storia lui non lo sa ancora che avrà una figlia che si raserà la nuca, ascolterà i Clash e porterà ai piedi le Clipper Underground di sua moglie. A questo punto della storia infatti London’s Burning è uscita soltanto da un anno e mio padre si stringe ancora nel suo eskimo verde militare abbellito dalle spillette della Royal Air Force, maledicendo di essere nato soltanto nel 1958 e non esserci potuto essere quel 13 Maggio 1966.

 

whofrecciani.png

Sapete chi è quella nella foto? Tranquilli, non lo so neanche io. E non lo sa nemmeno mio padre. L’unica cosa che sappiamo entrambi è che quella ragazza minuta con i capelli neri e la frangia in prima fila al London Wimbledon Palais è la mia fotocopia. Io sarei nata soltanto 26 anni dopo ma è evidente che fossi lì, in prima fila a cantare «why don’t you all f-fade away, talkin’ ‘bout my generation». Lo pensa anche mio padre quando vede questa foto su Mojo e non si riesce a capacitare di come avessi fatto io, nata nel 1992, a essere lì quel 13 Maggio 1966.

Esattamente come lo fu per mio padre anche per me il passaggio dagli Who ai Clash fu graduale. Un disco alla volta, una puntina posata per volta. Così prima gira My Generation, poi Tommy, poi Quadrophenia fino a che dal grande mobile in sala non spunta lui: The Clash. Ormai London’s Burning è uscita da 27 anni, Train in Vain da 25 e Should I Stay or Should I Go da 22. Così mentre tutte le mie amiche e la stra grande maggioranza delle ragazzine tra gli 11 e 16 anni impazziscono per Jesse McCartney io perdo completamente la testa per Joe Strummer e Mick Jones.

Alla velocità della luce entrano nella mia vita anche Sid Vicious e Johnny Rotter. Quasi automaticamente inizio a cantare a squarciagola «Anita is a punk rocker now». Ascolto In the City dei Jam e così inizio a parteggiare per la gioventù inglese incazzata con lo Stato e, neanche a dirlo, sogno di vivere il resto dei miei giorni a Camden Town.

Ho 12 anni e tra gli altri ascolto i Generation X, i Damned, i Buzzcocks. Ho la nuca rasata, le unghie dipinte di nero, le vecchie Clipper Underground di mia madre ai piedi e una collana di borchie argentate. Mi dicono sempre che sono strana, qualcuno addirittura che ascolto la musica del demonio. A me però non importa molto di apparire sempre fuori posto perché io ora so usare il giradischi di mio padre, il che vuol dire che ho libero accesso alla vastissima collezione di vinili che ricopre le pareti del nostro salotto il che è molto vicino alla mia idea di felicità.

Un giorno lo stesso uomo che qualche mese prima mi donò The Clash arriva in camera mia e mi tende quella foto di quel 13 Maggio 1966 in cui Keith Moon suona la batteria mentre la me stessa del passato canta in prima fila. Sotto la foto c’è una scritta:

who parole 001.jpg

Ora ho 23 anni, ascolto ancora i Clash e tutto quello che so sulla musica me lo ha insegnato mio padre.

 

Per tutti quelli che nel 2004 erano troppo impegnati ad ascoltare Jesse McCartney invece di curarsi delle cose belle della musica non preoccupatevi, siete sempre in tempo per recuperare!

Queste sono le 10 canzoni che dovete ascoltare per capire di che cosa sto parlando:

#1. The Clash- London’s Burning

#2. Sex Pistols- Pretty Vacant

#3. Ramones- Sheena Is A Punk Rocker

#4. Generation X- Dancing With Myself

#5. Buzzcocks- Time’s Up

#6. Avangers- We Are The One

#7. X-Ray Spex- The Day The World Turned Day-Glo

#8. Stiff Little Fingers- Suspect Device

#9. The Jam- In The City

#10. Damned- New Rose

 

 

di Anita Vicenzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...